mercoledì 31 ottobre 2018

PEDAGOGIA: Maestri e allievi

1. LEZIONI E DISPUTE

  • L'IMPORTANZA DELLA LETTURA
Risultati immagini per scuola neli basso medioevoIl fulcro dello studio e dell'insegnamento era costituito dall'ormai tradizionale "lettura" di testi, scelti per la loro autorevolezza, e dalla "disputa" che costituì il carattere specifico di quel metodo scolastico che contraddistinse la cultura dell'epoca, in particolare quella che veniva a formarsi nelle scuole e nelle università.
La lettura era, per i medievali, l'attività principale di apprendimento: come afferma Ugo di San Vittore nel suo Didascalicom "l'inizio del sapere si trova nella lettura". Una buona lettur facilita la comprensione e su ciò si costruisce la memoria, chiave di volta per capire la realtà che ci circonda e "rendersi conto da soli di tutto".
Leggere significava così riconoscere un'autorità e cercare di assimilarla, per poi utilizzarla al fine di raggiungere soluzioni soddisfacenti per i problemi posti. L'argometazione, in tal caso, era tutta volta a mostrare la coerenza, o la deducibilità, di determinate affermazioni da enuncianti e dottrine che non potevano essere messe in dubbio e che fungevano dunque da norma e criterio del ragionamento.
  • COME SI LEGGEVA
La lettura di un testo era perciò assai complessa: essa comportava un'analisi della struttura del testo, volta alla sua suddivisione in parti, ognuna delle quali era ridotta a porzioni di testo sempre più piccle, fino ai singoli enunciati, al fine di ottenere una chiarezza sempre maggiore e conseguire una conoscenza sicura. Ciascuna parte poi veniva esposta e commentata, in modo da matterne in luce la struttura grammaticale, il significato dei termini usati , spiegando le parole difficili e fornendo anche le informazioni più indispensabili nonchè l'intenzione dell'autore.

martedì 16 ottobre 2018

PEDAGOGIA: Laboratorio delle competenze

VITA DI SCUOLA, VITA DI COMUNITA'

L'ambiente universitario, diversificato nella sua composizione, non offriva però una qualche omogeneità, dovuta almeno al modo con cui era organizzata la vita dei membri della corporazione? E' esistita una "condizione dell'universitario" nel Duecento?
Il primo fattore di unità e d'integrazione era certo il lavoro stesso. Come le altre corporazioni le università avevano le loro strade e i loro quartieri [...]. In questi quartieri l'attività era continua: i corsi e le dispute si susseguivano quasi initerrottamente dalle 7 alle 19. 
Le vacanze, generalmente a settembre, erano molto brevi; i giorni festvi erano invece numerosi, ma gli studenti si riunivano lo stesso per le cerimonie religiose. La scomodità delle aule, il tumulto delle dispute, tutto quello che conosciamo dell'organizzazione materiale dell'insegnamento, rievoca un'atmosfera di intenso lavoro collettivo in cui maestri e studenti sono a stretto contatto. Il maestro medievale era agli antipodi dello studioso puro, del ricercatore solitario. Ancor più la pratica coninua delle esercitazioni scolastiche e il possesso di una cultura omogenea fondata sugli stessi libri favorivano, fra gli studenti vecchi e nuovi, modi di parlare e di pensare caratteristici, di cui lo scolaro limosino di Rebelais fornirà più tardi la caricatura. 

(J. Verger, Le università nel medioevo,
Bologna, Il Mulino, 1982, pp. 112-399)

PEDAGOGIA: Scuole e Università

3. LE SCUOLE DI GRAMMATTICA E D'ABACO

  • UN SISTEMA POCO OMOGENEO
Dal XII al XV secolo il sistema scolastico europeo presentò notevoli differenze al suo interno, sia per la qualità dell'istruzione impartita sia per la distribuzione di scuole e università nel territorio. Nella prima metà del XV secolo erano ancora molti gli Stati che non avevano un'università e quelle che già erano sorte, per la diversità delle caratteristiche che le contraddistinguevano, non potevano certo essere poste tutte tutte sullo stesso piano.
 Tale disomogeneità e tale incoerenza sono ancora più evidenti se si analizza il livello dell'istruzione di base. Queste considerazioni devono però fare i conti con la carenza di documeti disponibili e con la loro frammentarietà. Legato solitamente all'iniziativa privata e locale, l'apprendimento delle lettura e della scrittura, ma anche del far di calcolo, poteva avvenire sia in casa propria o in quella del maestro, sia in ambienti ecclesiastici o appositamente adibiti allo scopo.
  • LE SCUOLE DI GRAMMATICA 
La possibilità di imparare a scrivere e leggere era affidata a piccole scuole di grammatica, distribuite tra città e campagna e con caratteristiche differenti a seconda della collocazione, della durata e della qualità del maestro.
In città come Parigi, Londra o in regioni italiane come la Liguria o il Piemonte, la presenza di maestri e di relative scuole è un dato rilevante a partire dala fine del XIII secolo, ma, in generale, si potevano trovare scuole in tutte le città europee, anche piccole.
Le scuole ecclesiastiche rappresentano la matrice più antica delle scuole di grammattica, fornendo loro l'inquadramento istituzionale e didattico, senza tuttavia rappesentarne un modello.
Le scuole erano private, aperte, con licenza del vescovo, da maestri che si sostenevano con il contribuito delle famiglie dei loro allievi. 
  • LE SCUOLE DI ABACO
L'esigenza di una contabilità più precisa e affidabile aveva condotta, in particolare in alcune regioni e città mercantili, all'incremento dell'insegnamento del calcolo e dell'aritmetica. La finalità era evidentemente pratica e concreta e il maestro d'abaco, fin' per assumere un'importanza pari, se non superiore, a quella del suo collega di grammatica.
La gran parte della formazione femminile riguardava le donne che avevano preso la via del chiostro, per le quali saper leggere e pronunciare il latinoera indispensabile per l'ufficio divino e il canto, benchè il volgare fosse usato per la conservazione e la comunicazione, anche fuori dal monastero.

domenica 14 ottobre 2018

PEDAGOGIA: Scuole e Università

2. LE SCUOLE DI CHARTRES E DI SAN VITTORE
  • UN ALTO IDEALE DEL SAPERE
Risultati immagini per scuole di chartresNelle più famose scuole di Chartres e di San VITTORE si insegnavano le arti del trivium (grammatica, retorica, dialettica) e successivamente del quadrivium (aritmetica, geometria, astronomia, musica). Bernardo di Chartres, maestro di grammatica nella scuola di Chartres, amava la cultura, classica e cristiana, e profondeva grande impegno nell’insegnarla. Ogni uomo, egli affermava, non può avere che una visione parziale e molto limitata della realtà, ma se è in grado di assimilare la tradizione in cui vive, può vedere e conoscere molto di più di coloro che lo hanno preceduto.

  • LE PRIME SCHOLAE
Agli inizi del XIII secolo l’insegnamento ricevette le sue prime disposizioni, segno di un mutato clima e dell’ormai affermata esistenza, nei territori europei di un sistema di istruzione e di studio fino ad allora ignoto.Nel canone 18 del terzo ConcilioLateranense si disponeva la nomina di un maestro presso ogni chiesa cattedrale, per l’istruzione di chierici e studenti privi di mezzi, a titolo gratuito. Tale disposizione fu ripetuta anni dopo, nel quarto Concilio Lateranense, quando, lamentando l’inosservanza di quanto disposto in precedenza, si prevedeva che l’insegnamento della grammatica e della teologia fosse assicurato, presso ogni cattedrale, da un maestro con risorse sufficienti al suo sostentamento e all’esercizio delle sue mansioni. Dalle scuole cattedrali si sarebbe poi passati alle università, vera invenzione medievale.

PEDAGOGIA: Scuola e università

1. LA RINASCITA DEL XII SECOLO E LE SCUOLE

  • L’INIZIO DI UN IMPORTATANTE CAMBIAMENTO
Dalla fine dell’XI secolo e per tutto il successivo, l’Occidente latino fu attraversato da fenomeni sociali nuovi e da un rinnovato gusto per le lettere, l’arte e la scienza. Questi elementi delinearono il volto di quella che è ormai comunemente considerata una vera e propria rinascita dell’Europa. 
Accanto ai monasteri cominciarono a profilarsi, spesso All’ombra delle cattedrali di grandi città o di importanti luoghi, scuole che costituivano una novità rispetto al passato e che posero le basi per sviluppi successivi con la creazione delle prime università.


PSICOLOGIA: Lo sviluppo del bambino - percezione, movimento, linguaggio

5. LO SVILUPPO MOTORIO NEL PRIMO ANNO E MEZZO DI VITA

  • LA PRIMA TAPPA: ABILITÁ NEI MOVIMENTI E POSIZIONE ERETTA
Risultati immagini per bambinoLo sviluppo motorio nel bambino è legato alla maturità dell’apparato muscolo-scheletrico quanto allo  sviluppo delle funzioni cerebrali superiori, cioè dell’encefalo.
La conquista delle principali abilità motorie avviene durante il primo anno e mezzo di vita:in questo periodo il bambino raggiunge una sempre maggiore abilità nei movimenti, tanto da initiate a conquistare la posizione eretta. 
Per conquistare lo sviluppo posturale e arrivare alla posizione eretta, il bambino passa attraverso una serie di tappe, la prima riguarda il sostenimento della testa. Nei neonati il capo è ciondolante, dato che il suppost peso è preponderante rispetto alla massa muscolare. I primi progressi si notano intorno alla quarta settimana.
  • LA SECONDA E LA TERZA TAPPA: LA POSIZIONE SEDUTA ED ERETTA 
Immagine correlataLa seconda tappa nello sviluppo posturale avviene nel second trimestre di vita, ed è contraddistinto dalla conquista della  posizione seduta. La posizione seduta vera e propria verrà raggiunta intorno al nono mese di vita.
La terza e definitive tappa consiste nel riuscire a stare in piedi dritto. Questa conditions viene generalmente raggiunta verso il nono mese, per di più con l’aiuto di un appoggio; la posizione eretta sui piedi ben saldi viene conquistata e mantenuta in modo autonomo intorno agli 11/12 mesi.


sabato 13 ottobre 2018

PSICOLOGIA: Lo sviluppo del bambino - percezione,movimento,linguaggio

3. IL NEONATO COMPETENTE

  • I RIFLESSI NEL NEONATO
Le più recenti teorie dello sviluppo abbracciano una visione del bambino come organismo "competente", dotato cioè di proprie capacità fin dalla nascita; si basa sul fatto che alla nascita il bambino è capace di produrre risposte motorie strutturali, ovvero i riflessi:
- Riflesso di Moro: se un bambino disteso si fa cambiare improvvisamente posizione, il piccolo tenderà a portare in avanti le braccia, a volte anche le gambe, aprendole simmetricamente e poi richiudendole come in un abbraccio
- Riflesso di presa: se viene stimolato il palmo della mano del neonato, le dita si flettereanno per afferrare qualsiasi cosa si trovi a contatto con il palmo stesso
- Riflesso della marcia automatica: se si mette il bambino in posizione eretta, con i piedi appoggiati su una superficie stabile e piatta, questi produrrà movimenti alternati di estensione e flessione delle gambe
- Riflesso palpebrale: una forte luce improvvisa provoca riflesso di chiusura delle palpebre
- Riflesso di ritirare il piede: se toccano da un oggetto pungente, il bimbo tenderà a ritrarre automaticamente il piede
Immagine correlata


martedì 2 ottobre 2018

PSICOLOGIA: Lo sviluppo del bambino - percezione, movimento, linguaggio

2. L'UNIVERSO DEL BAMBINO PRIMA DELLA NASCITA

  • I DIVERSI STADI DELLO SVILUPPO
 Nel periodo prenatale, cioè il periodo della gravidanza, avviene qualcosa di straordinario: una cellula, lo zigote, si trasforma a poco a poco in un bambino. In questo processo si distinguono diverse fasi:
Risultati immagini per ecografia
- il periodo germinale, nei primi ventuno giorni: i due gameti con la fecondazione
 si fondono dando origine allo zigote, che comincia un processo di divisione e 
crescita e si impianta nella parete uterina;

- il periodo embrionale; dalla terza all'ottava settimana: cominciano a formarsi 
le principali strutture interne ed esterne del corpo, definito in questa fase embrione, 
cioè la testa, i vasi sanguigni, il cuore e poi gli occhi, le orecchie, il naso, la bocca, i primi 
accenni di braccia, le gambe;

- il periodo fetale, dalla nona settimana alla nascita: in questo periodo continua e si completa la maturazione dei diversi organi e parti del corpo, definito in questa fase feto.

  • I SENSI NELLA VITA PRENATALE E IL RUOLO DELLA MADRE
La testa rappresenta la parte più grande dell'embrione e, successivamente del feto: al momento della nascita si calcola che essa rappresenti circa un quarto dell'intero corpo. Tutte le più recenti scoperte sulle abilità del neonato dimostrato che, già durante la gravidanza, il feto usa i sensi e prepara i "programmi" in base ai quali, una volta nato, interagirà con l'ambiente esterno.
Nei mesi che precedono la nascita non vi è soltanto un notevole accrescimento di peso e di volume del feto, ma anche una sorprendente maturazione delle funzioni sensoriali.

- il tatto è il primo sistema d'informazione che il feto ha su di sè e sull'ambiente, e svolgerà un ruolo fondamentale in tutta la vita futura della persona. La pelle con i suoi recettori è uno strumento sensoriale completo dopo solo otto settimane di gravidanza. 

- l'olfatto è presente già al secondo mese di gestazione. Lo sviluppo di questo senso viene solleccitato dai comportamenti della madre durante la gravidanza: molte sostanze che provvenienti dal cibo materno passano nel liquido amniotico e producono le cosiddette "memori olfattive"

- il gusto si sviluppa verso il terzo mese di gravidanza: da questo momento introducendo sostanze dolci o amare nel liquido amniotico, il feto inizia a eseguire movimenti di deglutazione, che dimostrano come gli si avvii a sperimentare differenze e a provare preferenze per un gusto piuttosto che un altro

- l'udito completa la sua struttura tra il secondo e il quinto mese di gravidanza. Lo sviluppo di questo imporante organo sensoriale è infatti determinato sia da stimolazioni uditive interne, che sono continue, sia da stimolazioni uditive esterna, che possono variare durante la giornata.

- la vista è un senso già sviluppato verso il quarto mese, e si completa prima della nascita con lo sviluppo di tutti i fotorecettori, cioè le cellule che sono deputate a cogliere lo stimolo luminoso e a trasformarlo in un segnale comprensibile per il cervello.

Risultati immagini per i cinque sensi



SOCIOLOGIA: Dal Novecento ai giorni nostri

3. TALCOTT PARSONS E LO STRUTTURAL-FUNZIONALISMO LA SOCIETA' INDUSTRIALE AVANZATA Una nuova corrente sociologica si è sviluppata n...